BTK è un acronimo che Dennis Rader si da da solo per descrivere il suo modus operandi e sta per Bind, torture, kill, ovvero: lega, tortura e uccidi.

Psicopatico con tendenze sadiche e narcistiche , questo serial killer rimarrà impunito per tre decenni.

Siamo a Whicita, Kansas , più precisamente nella Contea di Sedgwick dove negli anni tra il 1974 e il 1991 quella che prima di allora era una cittadina con basso tasso di criminalità si ritroverà a vivere nell’angoscia per trenta lunghi anni, una paura dovuta alla presenza di un soggetto ignoto che uccide gli abitanti e sembra essere inafferrabile.

Il senso di impotenza di fronte al ripetuto susseguirsi di questi violenti omicidi che restano impuniti, farà aumentare improvvisamente la vendita di serrature di sicurezza e armi nella città .

Rader si confonde insospettabile tra la popolazione che lo teme e non lo fa servendosi del favore delle tenebre, ma uccide in pieno giorno.

E’ un uomo che riesce a condurre su binari paralleli che mai si intersecheranno tra loro, una doppia vita.

Da una lato c’è l’uomo sposato con figli, capo scout, capo della sicurezza di quartiere e presidente della congregazione della chiesa Luterana di Wichita, dall altro c’è uno spietato serial killer ossessionato dalle sue fantasie oscure.

Già da bambino si divertiva ad impiccare animali, li torturava ed ha la sua prima erezione mentre guarda la nonna strangolare una gallina, il sadismo farà da elemento catalizzatore delle sue prime fantasie sessuali.

Era anche feticista di intimo femminile e si divertiva a spiare le donne nella fase di puntamento, le seguiva e le spiava scrupolosamente.

Un’ episodio cruciale che ci spiega bene la devianza sessuale di BTK è quando segue di nascosto fino a casa la sua insegnante dopo che l’aveva umiliato sgridandolo di fronte a tutti i compagni di classe.

La spia da fuori alla finestra mentre si spoglia, ha con se una corda che si lega forte in vita immaginando di farlo a lei ed è così che ha il suo primo orgasmo.

L’associazione della corda al voyerismo e al desiderio di dominio sulla vittima sono elementi che si fondano insieme già nella prima adolescenza e diventano cruciali avendo sulla sua sessualità e sulle fantasie legate ad essa un esito devastante.

Dichiarerà infatti: ” A 13 anni conoscevo già il mio futuro, sapevo cosa sarei diventato”

Viveva barricato nel suo mondo interiore, non amava molto socializzare, preferiva fantasticare mentre sfogliava riviste per detective a sfondo pornografico in cui erano presenti scene di bondage.

Passerà all’azione decidendo di mettere in pratica quelle fantasie in cui l’eccitazione non era data solo dall’atto dell’ uccisione, ma dallo svilimento e umiliazione di una vittima sottomessa per mezzo di pratiche sessuali sadiche e violente.

Pianificava ogni omicidio con ossessione attraverso piani e disegni molto accurati in cui descriveva ogni fase e ogni dettaglio.

Inizia ad uccidere commettendo una strage famigliare, quel giorno , il 15 gennaio 1974, quattro membri della famiglia Otero vengono assassinati.

Porta con se quello che lui stesso definisce ” il kit dei colpi” contenente una maschera raffigurante un volto di donna con due buchi al posto degli occhi, una corda, un coltello, una pistola e dei guanti, entra dal retro della casa, taglia i fili del telefono e li coglie di sorpresa.

Le vittime non avranno scampo, ucciderà Joseph Otero, 38 anni, Julie Otero, 33 anni, e due bambini: Joseph Otero Jr. di anni 9, e Josephine Otero di 11.

La bambina viene uccisa per ultima, portata in cantina per poi essere impiccata a una tubazione del soffitto.

Non la violenta, ma sulla scena del crimine viene ritrovato dello sperma.

Quando il giudice gli chiede cosa ha fatto dopo averla uccisa lui con naturalezza agghiacciante risponde:” Mi sono masturbato”

I corpi furono scoperti dal figlio maggiore, Charlie Otero, al ritorno da scuola.

Successivamente inizierà a sfidare la polizia e scriverà una prima lettera, riposta in un libro di ingegneria nella biblioteca pubblica di Wichita la quale descriveva in dettaglio l’uccisione della famiglia Otero.

Nel 1978, spedisce un’altra lettera anonima alla stazione televisiva KAKE di Wichita, rivendicando la paternità del massacro della famiglia Otero, e di quelli di Kathryn Bright, Shirley Vian e Nancy Fox.

Nella lettera inoltre suggeriva alcuni possibili nomi per se stesso, incluso “BTK” .

Voleva che la stampa annunciasse che anche Wichita aveva il “suo serial killer.

Rader infatti sa di essere uno di loro, li studia approfonditamente e lo fa per evitare gli errori che altri hanno fatto prima di lui, si perfeziona sempre di più diventa più evoluto ed organizzato.

Nel 1979 Anna Williams di 63 anni, sarà una vittima mancata, lui dichiarerà con rammarico che all’epoca non era ancora organizzato e che quel giorno qualcosa è andato storto.

Nel 1985 torna a colpire uccidendo Marine Hedge, 53 anni, trasportando il corpo fino alla chiesa Luterana di Cristo, della quale era il presidente del Consiglio della Congregazione.

Fotografa il corpo della vittima legata in pose bondage-sadomaso e poi si masturba prima di andare a scaricare il corpo in un fossato lì vicino e torna al campo scout dove il suo gruppo lo attendeva.

Spesso si allontanava dal campo non solo per uccidere, ma anche per andare a masturbarsi.

Si appendeva agli alberi con le corde, dopo essersi vestito da donna ed aver indossato la sua maschera e aver preparato l’autoscatto si fotografava, anche disteso in una fossa da lui stesso scavata.

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autoscatto di Btk

L’ultima vittima di Rader, Dolores E. Davis, fu trovata il 1º febbraio 1991, poi il killer improvvisamente smette di uccidere.

Nel 2004 quando la polizia diventa consapevole che quegli omicidi apparentemente non collegati tra loro e ormai catalogati come cold-casi sono stati commessi da un’ unica mano, arriva in aiuto l’F.B.I, proprio in quel periodo Rader cominciò una serie di 11 comunicati anonimi ai media locali che alla fine portarono al suo arresto nel febbraio 2005.

In una di queste missive viene rivendicato un omicidio a lui ancora non attribuito quello di Vicki Wegerle il 16 settembre 1986 , allegherà alla lettera come prova una copia della patente della vittima.

Non manifesta solo il dominio con le sue vittime, ma anche con le forze dell’ordine, lo fa prendendosi gioco della polizia che non riesce a catturarlo.

La determinazione unita alla sua ossessione di perfezione gli fa curare, pianificare e calcolare ogni aspetto tanto da arrivare a studiare anche diritto penale e non solo i seriali come lui.

Vuole essere perfetto in tutto.

Si ritira dalle scene tanto a lungo da far pensare alla polizia che ha smesso di uccidere per vari motivi, in realtà aveva avuto dei figli e calmava le sue fantasie procurandosi piacere attraverso i feticci presi delle scene dei suoi crimini e le fotografie e varie trofei che aveva raccolto.

Gli bastava ripensare alla sua provenienza per eccitarsi.

E’ il 1990 e Rader diventa capo della vigilanza a Park City dimostrando la stessa ossessione che riversava nei crimini anche nel suo lavoro che conduceva con una meticolosità patologica al punto da non passare inosservato in alcuni episodi in cui il suo eccesso di zelo risulta strano, anomalo, ma ancora nessuno sa che lui è BTK.

Rimarrà inattivo per quasi 13 anni, le sue lunghe pause tra gli omicidi dimostrano che può controllarsi se vuole e sarà proprio questo uno dei punti più dibattuti al processo per dimostrare la sua capacità di pianificazione, premeditazione, ma soprattutto di intendere e volere.

Torna alla ribalta delle cronache nel trentesimo anniversario della morte della famiglia Otero dopo che il The wichita Eagle pubblica un memoriale, così Rader decide che voleva più pubblicità e che il mondo non può scordarsi di lui, perciò invia una lettera alla polizia.

Era pronto a dare il via a un’altra scia di omicidi, prima però mette in atto una caccia al tesoro con le autorità.

Inizia a far trovare scatole di cereali contenenti indizi, ma anche bambole raffiguranti l’esatta posa delle sue vittime al momento del loro ritrovamento.

BTK è tornato, ma sta per commettere anche il suo primo passo falso che finalmente lo porterà alla cattura.

In un messaggio di sfida con la polizia, tramite i giornali, scrive “Se vi inviassi un floppy disk, riuscireste a catturarmi?”.

Ovviamente la polizia accetta, non è il solo momento che stavano aspettando, ma una chance concreta per identificarlo.

Grazie ad un file contenuto nel dischetto, l’informatico forense riesce a risalire al pc di provenienza che risulterà essere della chiesa Luterana locale e colui che aveva creato quel documento si era identificato con il nome di Dennis.

Il 25 febbraio 2005 la polizia e l’ FBI, catturano BTK il quale al momento dell’arresto dirà:” Potreste avvisare mia moglie che stasera non tornerò per cena?”

Confesserà con orgoglio ogni omicidio in preda al suo narcisismo sfrenato e lo farà descrivendo minuziosamente e senza rimorso ogni singolo raccapricciante dettaglio dei 10 omicidi commessi.

Verrà condannato a 10 ergastoli.

Linda Corsaletti.

Foto fonte web